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Nicola Martini

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November 29

pensierino (non mio) / 2

Invito della Follia

La Follia decise di invitare i suoi amici a prendere un caffè da lei.
Dopo  il caffè, la Follia propose: 'Si gioca a nascondino?'.
'Nascondino? Che cos'è?' - domandò la Curiosità.
'Nascondino è un gioco. Io conto fino a  cento e voi vi nascondete.
Quando avrò terminato di contare, cercherò... e il  primo che troverò sarà il prossimo a contare'.
Accettarono tutti ad  eccezione della Paura e della Pigrizia.
'1 ..,2 .. ,3 ... - la Follia cominciò a  contare.
La Fretta si nascose per prima, dove le capitò.
La Timidezza, timida come sempre, si nascose in un gruppo d'alberi.
La Gioia corse in mezzo al giardino.
La Tristezza cominciò a piangere, perché non trovava un  angolo adatto per nascondersi.
L' Invidia si unì al Trionfo e si nascose  accanto a lui dietro un sasso.
La Follia continuava a contare mentre i suoi  amici si nascondevano. 
La Disperazione era disperata vedendo che la Follia  era gia a novantanove.
'CENTO '  ! - gridò la Follia - Comincerò a cercare.' 
La  prima ad essere trovata fu la Curiosità, poiché non aveva potuto impedirsi di uscire per vedere chi sarebbe stato il primo ad essere scoperto.
Guardando da una parte, la Follia vide il Dubbio sopra un recinto che non sapeva da quale lato si sarebbe meglio nascosto.
E così di seguito scoprì la Gioia, la Tristezza, la Timidezza.
Quando tutti erano riuniti, la Curiosità domandò: 'Dov'è l'Amore?'. Nessuno l'aveva visto.
La Follia cominciò a cercarlo. Cercò in cima ad una montagna,nei fiumi sotto le rocce. ma non trovò l'Amore Cercando da tutte le parti, la Follia vide un rosaio, prese un pezzo di legno e cominciò cercare tra i rami, allorché ad un tratto sentì un grido. Era l'Amore, che gridava perché una spina gli aveva ferito gli occhi.
La Follia non sapeva che cosa fare.
Si scusò, implorò l'Amore per avere il suo perdono e arrivò fino a promettergli di seguirlo per sempre.
L'Amore accettò le scuse.
Oggi, l' Amore è cieco e la Follia... lo accompagna sempre.
November 27

pensierino (non mio)

...Vi sia spazio nella vostra unione,

E tra voi danzino i venti dei cieli.

Amatevi l'un l'altro, ma non fatene una prigione d'amore:

Piuttosto vi sia un moto di mare tra le sponde delle vostre anime.

Riempitevi l'un l'altro le coppe, ma non bevete da un'unica coppa.

Datevi sostentamento reciproco, ma non mangiate dello stesso pane.

Cantate e danzate insieme e state allegri, ma ognuno di voi sia solo,

Come sole sono le corde del liuto, benché vibrino di musica uguale.

Donatevi il cuore, ma l'uno non sia di rifugio all'altro,

Poiché solo la mano della vita può contenere i vostri cuori.

E siate uniti, ma non troppo vicini;

Le colonne del tempio si ergono distanti,

E la quercia e il cipresso non crescono l'una all'ombra dell'altro.

October 18

Morosetti


Smack smack!


October 06

Tre settimane

 
     Quattro obiettivi raggiunti, ed uno in progress, in tre settimane. Non mi pare una cattiva media, proprio per niente. Sulle risultanze del recente passato, si tratta di una vera conquista.
 
     Le conquiste in Italia. L'Italia, il Paese degli avvocati.
 
     Cosa me posso fare, di tre obiettivi, fulgidi, ruggenti e magnifici, se poi non posso dire a nessuno di averli raggiunti? E' l'orgoglio intimo i chi sa di esser riuscito a portare a termine una missione, importante. La soddisfazione di aver salvato un progetto che dure da oltre quarant'anni, e più di ogni altro ha assorbito le energie, fisiche e psicologiche, di una delle persone a me più care. E' la vittoria, ancora, di aver evitato un lascito pesante, che stava per condizionare in maniera irrevocabile il proseguo dei miei studi, il lavoro che potrei o vorrei fare, il fatto stesso se mai io potessi creare una famiglia, od anche andare a vivere da solo. Mi sono divincolato da un laccio che mi avrebbe ghernito, e nel buio imprigionato, per gli anni a venire. Forse dieci, forse quindici, ma più probabilmente venti, e più. In un modo diverso ho risolto la questione che stava per farmi scegliere, tutto ora, in un solo momento, e senza possibilità di ripensamenti, quale sarebbe stata la forma della mia esistenza, per un periodo lungo, pareva, tanto quanto quello mi separa dalle poppate al seno materno. Del terzo obiettivo, invece, sarò ancora più lacunoso. E' una vittoria morale, con anche forti implicazioni materiali, su quanti - due persone in particolare - di tutto e di più hanno cercato di gettare me, e con me altri cari amici, in un baratro.
 
     Degli insuccessi, invece, posso parlare liberamente. Il prossimo week-end non sarò a Bruxelles, ospite, in una riedizione delle vacanze estive che ci ha visti girare tra Toscana, Marche, Umbria ed EmiliaRomagna da una delle mie più care amiche. E per questo, invece, un mio carissimo amico si è incazzato come una iena con me. Ed ha pienamente ragione. Sono stato io il fautore del fallimento del viaggio? E' possibile, ma non lo ritengo probabile. Perché lo ho fatto? Perché? Per un bene superiore? No, non c'è nessun bene superiore da proteggere. Forse ho evitato un male peggiore. Ma ancora non lo so. Qui il gioco è pericoloso. Qui rischio di fallire, ed il gioco delle probabilità è tutto contro di me.
 
     Ed un altro progetto - "in progress", direbbero i Britanni -, non è mio. Mi riguarda? Forse mi riguarda. Non v'è onore nella codardia, nell'attesa. Quinto Fabio Massimo, "il Temporeggiatore", venne distrutto dal Senato e dal Popolo di Roma. Secoli dopo gli storici riconobbero la sua astuzia. Un amico forse riconoscerà la bontà del mio atteggiamento. Un'amica già mi ha dato del pazzo per il mio atteggiamento. Al giudizio di chi non si è ancora espresso affido parte della mia sorte.
 
 
 
August 12

Eraclito e gli Dei

Si racconta che Eraclito, il famoso filoso di Efeso, ricevesse visite da tutta la Grecia di saggi e sapienti, curiosi di fare la sua conoscenza e di ascoltare, dalla sua viva voce, le massime di saggezza con le quali andava istruendo tutti quanti avessero la ghiotta occasione di incontrarlo. Giunti ad Efeso due giovani incontrarono il sommo filosofo, e si stupirono della miseria in cui viveva. Egli infatti abitava in una orrida spelonca, sporca e priva di ogni comodità. I giovani, stupiti, gli chiesero perché un uomo del suo spessore, che sicuramente avrebbe potuto beneficiare di grandi onori e riverenze in qualsiasi polis ellenica, si fosse ridotto a condurre la sua esistenza in una capanna più adatta a dei porci che al luminare della sapienza, quale egli era. Il filosofo, dal canto suo, si meravigliò immensamente dello stesso stupore dei suoi visitatori e, rispondendo alle curiosità sui motivi delle sue miserevoli condizioni, rispose: "Non serve l'oro o l'argento, la potenza o la gloria, le servitù e le riverenze per innalzare lo spirito. Anche qui si possono trovare gli Dei!".